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7月19日 Di Ricucci e altro ancora: tipi di varia umanitàSi sa, l'oniomania in Italia colpisce più del 60% della popolazione.
I più maliziosi avranno pensato - data la mia propensione a non farne mistero - ad una patologia legata a pratiche sessuali non meglio identificate...Screanzati, villani!
L'oniomania altro non è che la malattia dello shopping [vi risparmio l'etimologia greca; anzi no - dal momento che questo blog ha ricevuto la nomination come "miglior blog di servizio" assieme a Fulgida.com e Elisir.Mirabella.com - oneomai = comprare].
Ma qui a Pisa l'oggetto del desiderio non sono i gioielli - che pure non ci dispiacciano (come direbbe la signora del Prezzaccio), i capi firmati, le macchine d'epoca e da corsa, bensì il mattone; e - badate bene - non quello della famigerata Rita, ma quello da costruzione. Sì, insomma, siamo affetti dalla stessa malattia di Ricucci, Falchi e via dicendo.
L'acquisto di una casa non ci lascia indifferenti, anzi ci solletica i pruriti più reconditi. Ed è così che lo scenario si popola di personaggi strani, nuovi, complessi. A cominciare proprio da lei, dalla palazzinara.
La palazzinara - si sa - è un'ammanicata di natura, un'intrallazzona, con le mani in pasta a mille affari, capace di far passare un sottotetto a Cisanello vista parete per un loft extralusso zona centro vista mare.
E' sempre reperibile nel suo ufficio, avvolta in una nuvola di fitto fumo grigiastro. Rossetto color carne o rosso accesso, vestitino anni '80 con vistose aperture, gambe incrociate rigorosamente sulla scrivania.
Lei sarà la nostra Anna Falchi Ricucci.
L'agente immobiliare. Si contraddistingue per quell'aria furba un pò depressa, propria di chi non ne imbrocca una giusta. A lui spettano i compiti più gravosi, dal mostrare le case allo scrivere i cartelli con Uniposka indelebili per evitare che gli agenti esogeni ne ledano l'efficacia.
La portiera. Lei è incapace di tacere. Deve aprire la bocca anche solo per darvi aria; ha sempre qualcosa da rimprovare, sottolineare, riferire, raccontare: e le piante sono secche, le lenzuola sono troppo dure, la posta è troppa, il pavimento è scivoloso, il corrimano è sempre sporco. La si contraddistingue - quella pisana, intendo - dall'adoperare continuamente il congiuntivo in luogo dell'indicativo alla terza persona plurale, con quell'orribile uscita in -ano.
Sicchè le mettano un pò dove vogliano, tanto se dormano fino a tardi... 7月17日 Dell'equilibrioDove finisce l'amor proprio e comincia la stupidità umana, ché - si sa - il confine è labile?
E soprattutto: perchè sento questo senso di precarietà, di angoscia immotivata, di panico, per qualcosa che potrebbe essere, ma non è ancora? Per la mia solita incapacità di controllare gli eventi, per partenze, arrivi, incontri fugaci, incomprensibili, insensati?
- Quanti interrogativi stasera - uno per volta, cominciamo! -
7月10日 La classe non mostra il dovuto rispetto all'illustre filosofo Pomponazzi e ne altera il nome in modo oscenoSì, io ho un umorismo osceno. Non sono nè fanée nè ricercato. Ho spesso un modo di fare triviale alla Trimalcione del Satyricon.
Non per questo, però, sono un ingenuo. Credo di capire abbastanza - o quasi - tutto quello che riguarda i sentimenti, l'educazione, il rispetto.
E non perchè appaio leggero e sorridente io non nutra aspettative e non soffra per le delusioni che mi vengono inferte.
Faccio in modo - questo sì - che queste, una volta raccontate, non mi facciano male.
Fingo di incattivirmi, di inviperirmi, per far capire all'interlocutore che io sono forte, incapace di essere scalfito dalle parole, dai gesti, dalla grettezza. E invece così non è. Sono sempre chinato su me stesso a cercare di riprendermi dai colpi, chè domani andrà meglio, chè devo capire, chè in realtà le cose non stanno come sembrano.
A me, tutto questo mi sembra una gran cazzata, vorrei urlare il dolore dell'incompreso, di colui che non è in grado di farsi capire, di chi vive sempre celando il cervello di cui è dotato per indossare la maschera dello svanito, dello svagato, che è sempre più facile.
Ma facile non è. 7月8日 La fete d'étéComincio col dire che sono basita!
Godetevi quest'ameno stacchetto d'apertura.
Bene amici, com'è consuetudine, una Giusi - sempre più basita - in diretta per voi dalle località più fresche dell'estate è qui per raccontarvi come si divertono i vip e soprattutto cosa indossano.
La rubrica in questione - Reginette e reginetti - quest'anno subisce un'allegra variazione come ogni format che si rispetti da Scommettiamo che... a Per tutta la vita!
Dunque cominciamo subito con le nostre classifiche scoprendo le titolature.
Miss Cinema
Vestito nero di chiffon, disegna linee invidiabili.
Quando la classe non è acqua!
Evergreen.
Voto: 9 +
Miss Mille lire per un sorriso
Certo, non ha molto di cui sorridere la nostra miss!
Quelle righe possono essere davvero infide!
Multicolor!
Voto: 3 1/2
Miss Eleganza
La fascia che fu di Sophia Loren non può che andare a lei, la Regina incontrastata dell'eleganza e del bon ton.
Il suo abito bianco, damascato di girigori oltremare ricorda le atmosfere oniriche de Le Mille e una notte.
Da favola!
Voto: 10
Miss Meri Ragazza in gambissima
Lei è un concentrato di centimetri:
10 per il vestito,
5 per le gambe,
20 per gli zatteroni...
Peccato che la somma sia sempre inferiore al metro!
Acrobatico!
Voto: 4 -
Miss Wella
I suoi capelli vaporosi regalano vedute alla Romy Schneider.
Un abito che sembrava cucito addosso a lei, fresco e raffinato.
Di classe.
Voto: 9 1/2
Miss Deborah
D'accordo, le trasparenze sono un ottimo gioco di seduzione,
ma non tutte in una volta come fa lei!
Stile Skopas!
Voto: 2
Miss Bellezza Rocchetta
L'attenzione per l'accessorio la colloca sull'Olimpo della moda.
Girocollo corallo impreziosisce una scollatura generosa, mai volgare.
Prorompente!
Voto: 9 1/2
Miss Sash Modella domani
Non è da tutte essere cheap&chic!
Lei non ha esitato un istante!
Ha optato per il cheap, e si vede! Preferivamo l'abat-jour.
Catarifrangente!
Voto: 3 - - 7月2日 Quella storia raccontataHo un sonno che mi sfinisce. Una stanchezza che mi penetra nelle ossa.
Tutto mi invoglia a coricarmi, ma c'è come una forza difficile da esplicitare che mi costringe a stare incollato alla tastiera, davanti a questa pagina vuota che pian piano prende forma.
Un irrefrenabile bisogno di scrivere.
Era solo un piccolo impulso in questi giorni, troppo flebile per potermi legare mani e piedi ad una sedia e costringermi a produrre, chiarire, delineare. Forse ci voleva solo questa Melodia Africana come sottofondo che in tanti pensieri mi ha accompagnato, scortato, cauta e sicura, alla scoperta di parole che squadrino le emozioni di questo cuore che non ne vuole sapere di decidersi, di dipanare la confusione, di partire.
Il cuore mio - cantava Mariella Nava - confuso, rassegnato corre come un forsennato, povero chi l'ha ingannato...
E' sempre questo il punto.
Una storia che sia da capire, non da raccontare.
Una storia che sia vissuta a pieno, da qualcuno che sia in grado di interiorizzarla e non solo di esporla.
Impararci qualcosa, non solo guardarla, da spettatore inerme.
Essì, sono un egoista - fondamentalmente.
Ultimamente ho sviluppato questa forma di difesa.
Non riesco più ad ascoltare; cosa questa che mi riusciva parecchio bene.
Sono insofferente ai malesseri altrui. I miei li sento più radicati, profondi.
Sarà la prospettiva che falsa il quadro, ma le mie paure, i miei pensieri non fanno che imporsi e sovrastarmi. Mi sembrano sempre più importanti, urgenti, pressanti.
E tutto è talmente chiaro. |
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